Le Forbici di Manitù
Rassegna stampa
- Terrore nello spazio (Small Voices, 2003)
- Rumore, Giona A. Nazzaro:
- “Lavoro di grande intelligenza strategica, tematizza e ricontestualizza
il quasi no budget di Bava in una sorta di approccio aperto dove confluiscono
suggestioni jazz ed elettronica franta… Disco squisitamente politico,
oltre che irresistibile”
- Il Mucchio, F.M.A.:
- “L’assurdità della trama ben si concilia con l’istrionica
follia di Manitù Rossi e dei cinque compagni”
- Neural.it, Aurelio Cianciotta:
- “Atmosfere orrorifiche, swing, elettronica analogica e psyco-beat,
exotica e science-fiction, con estrema varietà degli stili, riuscendo
ad esorcizzare dalla banalità dei luoghi comuni quelle logiche
che spesso intravedono nel recupero lounge delle sonorità ’60-’70
un affrancamento di comodo dalla contemporaneità… Davvero
splendido.”
- Infanzia di m (Snowdonia, 2001)
- Rumore, Gianluca Runza:
- “Una sorta di viaggio nell’infanzia dei ricordi, rivissuti
con evocazioni nostalgiche e seriosamente ironiche di drum machine metalmeccaniche,
suite e suoni quasi cameristici, alienazioni e normalità.”
- Music Club, Walter Rovere:
- “Un lavoro di melodica medieval-industriale, molto atmosferico
e suggestivo nell’abbinare sonorità cameristiche e rumorismi
concreti e, talvolta, ritmi sintetici”
- Blow Up, Paolo Bretoni:
- “ atmosfere… caratterizzate da efficaci colorazioni sa
thriller soundtrack o da sommerse pulsazioni lounge”
- Le forbici di Manitù play & remix Lieutenant Murnau (Earthly
Delights/Soleilmoon, 1999)
- Il Mucchio, Eddie Cilìa:
- “Riprendono e riarrangiano vecchi nastri, fra ambient, sinfonie
radio slittanti, assalti industrial, rumorose sinfoniette, squarci di
exotica psichedelica e pop mutante. Eccellente.”
- Music Club, Roberto Michieletto:
- “un’inconfondibile prova della loro sagacia e abilità nel
riciclare e assemblare con estremo gusto (o gusto estremo) materiale
vario e variabile.”
- Public Works, Lloyd Dunn:
- “una seminale opera anti-copyright”
- Appy Polly Loggy (Moloko+, 1999)
- KW Musica, John Vignola:
- “Il mini accosta le FdM ad un drum’n’bass inventivo
e come al solito deviato, una scelta ‘leggera’ che però genera
bricolage e soluzioni fuori dal genere, sfruttando la sua pulsazione
ritmica per alienazioni talvolta spettacolari.”
- Blow Up, Etero Genio:
- “esplorano i ritmi da discoteca… con autorità, personalità e
competenza e la mezz’ora del cd scorre piacevole e divertente.”
- Trivelogue (Staalplaat, 1996)
- Rumore, Nicola Catalano:
- “Bizzarro e incatalogabile il nuovo CD de Le Forbici di Manitù,
racchiuso in uno strabiliante package in perfetto stile TRAX, con gioco
da tavolo, dado, fiches etc. Trivelogue fornisce tre estrosi audiogames
tra il colto e il giocoso, cangianti collage/rompicapo sonori di gusto
fanta-etnologico atti ad evocare ricordi d’infanzia e fantasie
di viaggi avventurosi e terre lontane”
- D.L.K., Diego Loporcaro:
- “compiendo un ‘viaggio’ attraverso rumori, melodie
e voci, l’ascoltatore può tentare di indovinare il ‘tema
segreto’ che accomuna i diversi campioni sonori contenuti in ciascuna
delle tre manche, aggiudicandosi uno dei trenta premi speciali messi
in palio dal gruppo…”
- E.S.T., B.D.:
- “Il lungo Magellano è una sorta di tributo ai viaggi di
esplorazione, con tre testi di accompagnamento in stile flusso-di-coscienza
per suscitare uno stato mentale adeguatamente lirico.”
- Bad Alchemy :
- “…David Toop non avrebbe potuto scrivere di meglio, eppure
questo testo appartiene a Le Forbici di Manitù e il loro Oceano
di Suono ha per titolo Trivelogue.”
- Il Mucchio Selvaggio, Gianluca Picardi
- “Un’incursione nei loro territori è caldamente consigliata
ai cultori della creatività insolita e mutante.”
- Luther Blissett - The Original Soundtracks (Alchemax,
1995)
- Oltre Il Silenzio, …” GMEB:
- “Operazione all’insegna del disorientamento totale, fra
fanta-storia, fanta-arte, fanta-cinema e naturalmente fanta-musica…”
- I/E , Piero Scaruffi:
- “ Il disco raccoglie le colonne sonore composte per il regista
brasiliano Blissett dal collettivo italiano Le Forbici di Manitù.
La natura funzionale delle musiche può spiegare l’estrema
varietà stilistica di queste composizioni elettroniche.”
- Urlo, Vittorio Amodio
- “Tornano le Forbici di Manitù che avvinghiate come sono
tra realtà virtuali/reali non potevano esimersi dal ‘collaborare’ con
una figura carismatica come Luther Blissett.”
- Rockerilla, Aldo Chimenti:
- “Chi conosce il background musicale del trio non si stupirà nel
riconoscere fra le righe echi di Residents, Negativland, Psychic TV,
Hybrid Kids e quant’altri, ma ne verrà piacevolmente colpito,
apprezzando altresì la personalità delle diverse composizioni…”
- Quadrivelogue (Disturbance, 1995)
- Music Club, Michele Benetello:
- “Quadrivelogue è il miglior disco di elettronica ‘ragionata’ creato
in Italia dai tempi di Clandestine Anticipation dei Krisma (…e
di Treue Hunde dei Pankow, obviously…)”
- Musica!, Fabio De Luca:
- “Le Forbici suonano una musica ambient, elettronica avvolgente
e d’atmosfera che a tratti riesce perfino a sfiorare territori
dance (come l’eccellente Mainmap in apertura). Alla maniera dei
Biosphere, tanto per fare un nome che ultimamente va per la maggiore,
ma con una coerenza d’insieme ed una sagacia tutte proprie.”
- Music From The Empty Quarter, Deadhead:
- “Le percussioni sono ben impiegate, se ne può apprezzare
la massima propulsione ma i toni più abrasivi del sound generale
sono ben occultati nel missaggio. Mackenzietherapy funziona particolarmente
bene come strano mix di pulsazioni a-la Kraftwerk e forti (ma rallentati)
beats in stile Francoforte… Pare che queste tracce non siano altro
che frammenti rielaborati di un album non ancora edito chiamato Trivelogue:
non vediamo l’ora di ascoltarlo…”
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